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ProlocoSalento.it » Carpignano Salentino » 21/02/2003 la Scoperta  
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I tesori di Carpignano Salentino

Negli Scavi per la fogna una tomba del 3000 a.C.

La scoperta della Tomba con due corpiProfonde distese di macchia mediterranea scandiscono i chilometri che mancano per raggiungere Carpignano Salentino, piccolo paesino a 70 metri sul livello del mare. Basta un rapido sguardo alle viuzze vicinali, per avere l'idea di quanto sia antico e caratteristico quel suggestivo borgo. Sul viale poderale, che costeggia la provinciale, superato Castrignano dei Greci, si possono ancora intravedere i solchi scavati nella roccia; i contadini le chiamavano "carambule" e sono appunto le tracce del secolare passaggio dei carri. Ma i veri tesori sono una volta arrivati nel cuore del Comune, particolare per la sua forma ovoidale, delimitata da due strade. E si scoprono grazie ai lavori per l'allaccio della fogna bianca. Sono state aperte voragini su una civiltà antichissima e inesplorata. Le scoperte, però, hanno creato non poche difficoltà di ordine procedurale, tanto che l'ente appaltante, la prefettura, non ha esitato a minacciare lo stralcio.

Ad ogni modo, sembra che la questione ormai sia al giro di boa, grazie soprattutto alla mediazione del primo cittadino. Burocrazia a parte, tra largo Chironi e largo Giudeca sono state rinvenute delle frequentazioni che non potevano non essere approfondite.

La scoperta...

In particolare, un fossato medioevale, due tombe dello stesso periodo, una casa del '600, l'alloggiamento di un palo di una capanna protostorica e un'importantissima sepoltura del Neolitico. Quest'ultima, in particolare, di notevole valore archeologico. Nel largo Giudeca, in un abitazione privata è stata rinvenuta una tomba del neolitico, vale a dire dell'Età della Pietra lavorata. Si parla di tremila anni prima della venuta di Cristo. Da qui l'intervento del Centro operativo della Soprintendenza di Lecce, diretto dal dr. L. Tondo. Dal rinvenimento è stata messa al corrente pure l'Università degli Studi di Lecce. "una scoperta inestimabile - spiega F. Esposito, archeologo incaricato dalla Soprintendenza ai Beni archeologici di Taranto - si tratta di una tomba a forno, chiusa con un lastrone di pietra. All'interno abbiamo trovato due individui; il primo ridotto (nel senso che è stato reso meno ingombrante, una sorta di ossario dei nostri tempi, per far spazio ad un altro defunto), il secondo in giacitura primaria (ossia in posizione composta con la testa appoggiata su un cuscino di pietra), ma leggermente piegato. Da un primo studio (altre analisi più approfondite sono in corso) possiamo affermare che si tratta di due persone adulte, di sesso maschile. Accanto a loro un corredo, formato da piccole accette, un amo in osso ed otto lamiere di ossidiana (minerale vulcanico che abbonda sull'isola di Lipari). Tutti utensili realizzati con la pietra, non essendo all'epoca ancora scoperti i metalli".

Dopo il ritrovamento è stato fatto un calco della sepoltura, che presto sarà esposto nel corso di un grosso convegno in corso di preparazione dall'amministrazione comunale, allo scopo di illustrare dettagliatamente le testimonianze recuperate.

Un altro importante rinvenimento è quello rappresentato da un foro per l'alloggiamento di un palo di una capanna di età preistorica. Anche questo riferibile per età alla tomba neolitica, tanto più che è stato trovato nello stesso largo.

Un paese di origine antichissime dunque, "Infatti - aggiunge l'archeologo - quando sono cominciati gli scavi, la Soprintendenza è intervenuta subito perché ci fosse la presenza di un esperto nel corso dei lavori, a verificare l'eventuale presenza di resti di altre civiltà. D'altra parte, Carpignano si è rivelato un centro con frequentazioni antichissime, basti pensare alla cripta bizantina di Santa Cristina, la prima testimonianza del rito greco in paese, con al suo interno affreschi risalenti al 959 d.C.". Appena l'altro ieri, un'altra scoperta: la tomba, sempre di età medioevale, di un fanciullo. Le ossa piccole sono visibili ad occhio nudo e fuoriescono dal terreno.

Articolo di:M. Claudia Minerva, pubblicato sul Nuovo Quotidiano di Puglia nella sezione Lecce e Provincia il 21 febbraio 2003.

Ultimo aggiornamento: 22/03/2003 (12:45)
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